Isola del Garda

L'Isola del Garda è situata sulla sponda bresciana del lago di Garda, a poche braccia d'acqua da San Felice del Benaco, è stata per secoli espressione del più alto misticismo (San Francesco vi aveva fondata una piccola comunità).

Oggi deve il suo fascino alla straordinaria villa in stile neogotico veneziano, progettata dall'architetto Luigi Rovelli nei primi '900; un'imponente costruzione armonica, ricca di particolari architettonici sorprendenti. Vanta di una bellissima tela settecentesca di Carlo Carloni. Ai suoi piedi terrazze e giardini all'italiana digradano fino al lago.

Tutt'intorno la vegetazione è rigogliosa e intatta, ricca di piante locali, esotiche, essenze rare e fiori unici. Una selva armonica di pini e cipressi, di acacie e limoni, di magnolie e agavi. L'isola del Garda è magia e mistero. Il canto degli uccelli pare la gioiosa voce dell'anima di coloro che, nello scorrere dei secoli, l'hanno rispettata, curata e amata. Chi sceglie di vedere l'Isola del Garda non visita solo una dimora storica, ma viene accolto da una calda atmosfera famigliare che lo porta a essere più un ospite che un visitatore.

Da Aprile a Ottobre sono aperti a visite guidate, curate con passione dai Conti Cavazza attuali proprietari.

 

CENNI STORICI

Nel corso dei secoli l'isola del Garda, attualmente proprietà della famiglia Cavazza, ebbe vari nomi legati quasi sempre ai diversi proprietari: insula Cranie, isola dei Frati, isola Lechi, isola Scotti, isola de Ferrari e più tardi isola Borghese. Pur non trovando precisi riferimenti negli scritti latini, non vi è dubbio che già al tempo dei romani fosse abitata; lo comprovano le 130 lapidi Gallico-Romane ivi trovate e donate al museo Romano di Brescia da parte del conte Luigi Lechi. Abbandonata a se stessa nei secoli di decadenza dell'Impero Romano, venne adibita a riserva di caccia fino all' 879.

La prima menzione storica si trova in un decreto di Carlomanno dell' 879 che documenta la donazione dell'isola ai frati di San Zeno di Verona. L'isola rimase proprietà dei monaci per un tempo indeterminato e sappiamo che verso il 1180 essa faceva parte del feudo concesso dall'Imperatore Federico Barbarossa agli antenati di Biemino da Manerba. Lo stesso anno di ritorno dall'oriente attraverso l'Albania e la Dalmazia, S. Francesco d'Assisi visitò molti luoghi dell'Italia settentrionale compreso il lago di Garda, anticamente denominato Benaco.
Così lontana dal mondo l'isola parve a S. Francesco luogo ideale per i suoi frati; Biemino da Manerba, attratto dal carisma del santo, gli donò parte dell'Isola.
San Francesco vi istituì un semplice romitorio nella parte scogliosa a nord.

I frati non abbandonarono mai questo luogo solitario nonostante le continue incursioni di soldatesche Bresciane, Veronesi e Mantovane . Nel 1429 con l'arrivo di S. Bernardino da Siena, il vecchio monastero venne rinnovato ed ampliato; l'isola divenne un importante centro ecclesiastico di meditazione che ospitò illustri personaggi religiosi, come padre Francesco Licheto della nobile famiglia Lechi di Brescia, il quale a partire dal 1470 vi istituì una scuola di teologia e filosofia. La morte di Padre Francesco Licheto segna l’inizio di un periodo di decadenza per la comunità religiosa dell'isola. Dal 1685 al 1697 fu convento di noviziato dove i frati facevano ritiro .

Nel 1778 l'ormai vetusto monastero venne soppresso definitivamente da Napoleone che con la Repubblica Cisalpina acquisì il diritto di proprietà sull'isola. In seguito divenne proprietà del demanio e negli anni successivi ebbe diversi proprietari: Gian Battista Conter (1800), i fratelli Benedetti di Portese (1803),Giovanni Fiorentini di Milano (1806) ed il Conte Luigi Lechi di Brescia (1817). Luigi Lechi ordinò importanti opere di restauro e costruzione per poi cederla vent'anni dopo al fratello Teodoro, ex generale dell'esercito di Napoleone che apportò ulteriori modifiche con l'aggiunta delle terrazze di fronte alla villa.
Nel 1860 fu espropriata dallo Stato e assegnata all'esercito. L'idea di costruirvi una fortezza venne però abbandonata e se ne decise la vendita all'asta; la proprietà venne aggiudicata al Barone Scotti che la rivendette al Duca Gaetano de Ferrari di Genova e a sua moglie, l'Arciduchessa russa Maria Annenkoff.

Tra il 1880 e il 1900 i nuovi proprietari si dedicarono alla progettazione e alla realizzazione del parco, costruendo muri di contenimento verso il lago e importando terra fertile e piante esotiche. Il palazzo fu arricchito da terrazze sistemate a giardino all'italiana con elaborati disegni di siepi e cespugli fioriti. Prima della morte del Duca nel 1893, i due concepirono insieme il progetto di un palazzo da costruire al posto della vecchia villa Lechi. La villa in stile neogotico-veneziano venne costruita tra il 1890 e il 1903, su progetto dell'architetto Luigi Rovelli.

L'edificio estremamente complesso ha una sua unità stilistica e una rara imponenza. Le facciate sono decorate da finestre ad arco acute e nell'angolo sud ovest si erge una torre coronata da merlature a ricamo in pietra con decorazioni floreali in stile neogotico. Dopo la morte dell'Arciduchessa, l'isola passò in eredità alla figlia Anna Maria, sposa del Principe Scipione Borghese di Roma. Anna Maria amò molto l'isola e ne fece la propria dimora sino alla fine della sua vita, curandone il parco e i ricordi di famiglia.
Nel 1927, alla morte del Principe l’Isola passò in eredità alla figlia Livia, sposata con il Conte Alessandro Cavazza di Bologna mantenendola in ottimo stato per lasciarla in eredità al figlio Camillo che la lasciò a sua volta alla moglie Charlotte ed ai sette figli. Questi oggi continuano ad occuparsi con passione del parco e del palazzo che abitano.

 

 

PARCO BOTANICO

La creazione dello stupendo parco naturale dell'isola risale al 1880. La sua importanza botanica è sottolineata dalla presenza di essenze provenienti da tutto il mondo. Il parco disegnato e coltivato da una mano sapiente, venne progettato per essere visto sia dall’acqua che dalle terrazze superiori. Le piante più numerose appartengono alla famiglia delle conifere Nord Americane, dell’Oriente e del Nord Africa.

Ricca anche la serie di alberi e di arbusti della vegetazione mediterranea, quali agrumi, olivi, lecci, ligustri e lauri. Sulla terrazza centrale davanti alla Villa il giardino è in stile classico all’italiana con siepi sapientemente modellate che rappresentano varie figure ivi compreso lo stemma della famiglia De Ferrari che ha dato vita al giardino. Accanto alla villa, crescono palme provenienti dalle Canarie. Sulla terrazza inferiore, in riva al lago si trovano alberi da frutto quali: kaki, limoni, peri, melograni, olivi, arance, pompelmi, fichi d’india, giuggiole e capperi.

Vi sono coltivate anche rose della Cina rosate, la rosa Lady Hillingdon, la rosa Banksia gialla, la valeriana, la bouganvillea e tante altre piante e fiori di rara bellezza. La parte più suggestiva e selvaggia si trova nella zona pianeggiante dell'Isola, ove si trovano cipressi sempre verdi, cipressi di palude, querce caduche, cedri, pioppi, lauri, platani, abeti e pini di varie specie frammisti ad arbusti ed essenze più tipicamente mediterranee.
 
Questo Parco rimane tutt’oggi un segreto ben conservato, solo da poco tempo aperto alla sensibilità dei visitatori.