Trekking Cosa fare Hotel Aquavite

Trekking

Camminare rilassandosi in mezzo della natura, respirando aria pulita sul bellissimo territorio che il Lago di Garda ci offre, lontani dalla quotidianità, con panorami mozzafiato, è il modo migliore per liberar la mente e fare della salutare attività sportiva.

Adatto a tutte le fasce di età, il Trekking è sempre più diffuso sul nostro territorio, un connubio ideale tra rilassamento e sport.
​Tra il lago e la montagna si snoda una rete di percorsi panoramici e a picco sul lago, perfetti per uscite di trekking. Sono itinerari da percorrere da soli o in compagnia di guide esperte, attraverso boschi e in prossimità del lago, incontrando scenari eccezionali e sentieri con testimonianze storiche ed artistiche.

 

 

TRA FASANO SOTTO E FASANO SOPRA

Passeggiata da Fasano Sotto a Fasano Sopra e ritorno.
"E' per chi vuol viver sano, non c'è altro che Fasano", sostengono i Fasanesi.


durata 1 h
difficoltà facile


Il nome del loro borgo, che si estende fra il torrente di Rio Torto e il torrente Bornico, sembra che derivi piuttosto da fagiano. Nelle antiche mappe si trova, infatti, il nome di Fagiania, terra di fagiani. Si parte dalla fermata dell'autobus di Fasano Sotto salendo lungo via Cipani."A Fasano si chiama Cipani una famiglia su tre" osservando, già nel 1900, lo scrittore tedesco Paul Heyse nella sua Novella "Lettere Antiquarie". Una visita al cimitero, da cui si passerà salendo a Fasano Sopra, ne darà conferma. Al primo incrocio troviamo Villa Pedrazzi (anche Villa Ideale), costruita dall'architetto salodiano Beniamino Serri, lo stesso che ristrutturò anche la chiesa della Natività di Maria a Gardone Sotto.

La villa, con le sue caratteristiche finestre ad arco ed eleganti lesene, venne ideata e costruita nel 1910 ad uso restaurant e poi affittata per villeggiatura privata. Qui durante la Repubblica di Salò (1943-1945), visse Georg Zachariae, il medico personale di Mussolini. 

Si gira a sinistra e si sale per via Resola. Un cartello "punto panoramico" ci porta ad uno dei luoghi più suggestivi di Fasano Sopra.

E' uno spazio al culmine di una collinetta a forma circolare. La montagnetta, con le sue terrazze che dal basso verso l'altro si stringono in cerchi, assomiglia ad una spirale. E proprio a questo fatto è dovuto il suo nome: Riolet (= "rotolo", in dialetto "riol"). Ritornati sulla strada principale, si raggiunge la chiesetta di Fasano Sopra.

Dopo la peste del 1575 venne dedicata ai Santi Martiri Fabiano, papa martirizzato nel 250, e Sebastiano, soldato romano martirizzato nel 286, ritenuti traumaturgici contro, appunto, le pestilenze. La loro festa si celebra solennemente la terza domenica di gennaio, occasione in cui tutto il borgo viene decorato a festa. Per il ritorno seguiamo il percorso delle processioni di una volta che si svolgevano per propiziare la semina e il buon raccolto nei giorni precedenti l'Ascensione. Una di queste cominciava proprio sotto la nostra chiesetta. Attraversiamo dunque un volto (via Castello) e proseguiamo, scendendo in direzione sud, cioè tenendoci a destra, tra uliveti e giardini. Raggiungiamo Villa del Sogno e Villa Gemma, per poi proseguire lungo Corso Zanardelli fino al nostro punto di partenza

 

 

PER SAN ROCCO IN SUPIANE

Per San Rocco in Supiane (sentiero 8)
Passeggiata da Fasano Sotto a Supiane e ritorno.


durata 1,5 h
dislivello 300 m
difficoltà impegnativa

Si parte dalla fermata dell'autobus di Fasano Sotto salendo via Cipiani che i Fasanesi chiamano, forse un po' esagerando, la "Rata" (l'irta).
L'edicola al primo incrocio è dedicata ai patroni di Fasano, i Santi Faustino e Giovita, martirizzati a Brescia sotto l'imperatore Adriano.
In seguito alla vittoria del 1483 contro le truppe di Nicolò Piccinino furono eletti patroni della diocesi e della città di Brescia. La popolarità, almeno del primo di loro, è dimostrata dal fatto che il nome "
Faüstì" è molto diffuso nel bresciano.
Scendendo di cento metri, li rivediamo nella parrocchiale di Fasano.

Sono i due guerrieri ai lati del Cristo morto nella tela del 1577 sulla parete orientale del coro. Il pittore Camillo Ballini si considerava allievo di Tiziano, come dimostrava la piccola, orgogliosa iscrizione ("Camillus Ballinus Titiani alumnus faciebat...") ai piedi del Cristo. Saliamo per via Resola.
Il suo nome è riconducibile all'esistenza di una Contrada dei Cerezoli (ciliegi, in dialetto locale sèresa). In alto troviamo una chiesetta dall'aspetto esteriore molto semplice, ma restaurata in modo grazioso all'interno, che meriterebbe una visita, se si avesse la fortuna di trovarla aperta.

Dall'altro lato di via Belvedere percorriamo la ripida stradina tra muri di pietra per arrivare proprio all'entrata di una pizzeria in mezzo a prati e uliveti. La vista che si gode dalla sua ampia terrazza ci fa presto dimenticare la fatica della salita.

Sulla via della Calma proseguiamo in salita fino al vicino borgo di Supiane, il cui nome (sö le piane) significa, giustamente, "sull'altopiano". Facciamo solo qualche passo su via Supiane per arrivare al punto culminante di questa passeggiata, l'antica chiesetta di San Rocco in Supiane. Tornati all'inizio del borgo, lasciamo la piccola santella dedicata alla Madonna del Carmine sulla destra e scendiamo lungo una ripida stradina con splendida visita su Gardone e sul Vittoriale per raggiungere la via di comunicazione tra Gardone e San Michele. La percorriamo a sinistra per qualche metro, girando in via Belvedere e subito dopo sulla destra in via Magrìa che ci porta sulla Gardesana.

​Prima di arrivarci, passiamo da Villa Gemma, dal 1928 rinomata casa di cura privata. Fu creata nel 1904 come "Pension Quisisana" ed è, come il prospiciente Grand Hotel Fasano, superstite di quei tempi, prima della Grande Guerra, quando Fasano, insieme a Gardone, era stazione climatica "tedesca".

 

PER SAN MICHELE

Passeggiata da Gardone Sotto a San Michele. Ritorno a piedi o con autobus di linea.

durata 2 h
dislivello 400 m
difficoltà molto impegnativa

Il nostro punto di partenza è il Giardino Botanico della Fondazione Andrè Heller, già "Giardino Hruska". Arturo Hruska (1880-1971), medico dentista con studi a Bad Reichenhall, San Pietroburgo, Milano e Gardone Riviera, ma anche naturalista e botanico apprezzato, creò il giardino raccogliendo durante molti viaggi oltre duemila esemplari diversi di piante.

Dal 1989 il giardino è proprietà dell'artista multimediale austriaco Andrè Heller che, arricchendolo di opere di Keith Haring, Roy Lichtenstein e Mimmo Platino, lo sta mutando in un "centro che unisce l'arte e l'ecologia". Seguendo la segnalazione per il Vittoriale, arriviamo in piazza dei Caduti. A destra vediamo il caratteristico porticato sotto il quale si affacciano un bar e un negozio ubicati nell'edificio che, fino alla metà degli anni Venti, fu sede del Comune, della scuola elementare e dell'ufficio postale. L' antico centro di Gardone è dominato dalla facciata barocca della chiesa parrocchiale di San Nicolò.

Al santo vescovo sono dedicati quattro affreschi un po' nascosti dietro una porta a sinistra del presbiterio, tra cui quello di "Nicola e le tre fanciulle" (fine XVI sec.) e quello sul soffitto della chiesa principale raffigurante "San Nicola che protegge il popolo cristiano dai mussulmani", realizzato da Francesco Monti attorno al 1750.
Lasciamo a destra l'entrata del Vittoriale, di cui costeggiamo i muri perimetrali, imboccando via delle Arche che prende il nome dai sarcofagi marmorei del "Mausoleo", situato all'interno del Vittoriale stesso, e che vedremo dalla strada dopo pochi minuti.

Il monumento, ispirato al tumulo romano, è costruito da tre gironi che ricordano quelli della Divina Commedia. Al culmine sono collegate a raggiera dieci arche con i resti di compagni d'armi di Gabriele d'Annunzio e dell'architetto del Vittoriale, Gian Carlo Maroni - a coronamento di quella centrale nella quale riposano le spoglie del Comandante stesso.
La strada che porta a San Michele può essere abbreviata con due scorciatoie ( cartelli "San Michele").
All'altezza di un gruppo di case (n.30 e 32) si prende a destra la stradina che sale.

Poco dopo l'ultima casa e all'altezza di una curva a sinistra, proseguendo diritti per un sentiero che, attraverso la boscaglia con la vista sulle case del pittoresco borgo di Supiane si immette sulla via della Calma, saliamo sino a San Michele. Un cartello con la scritta "Punto panoramico" ci fa raggiungere l'omonima chiesetta, ivi eretta in onore dell'arcangelo, nume tutelare dei barbari longobardi e che è nominata per la prima volta nel 1279. Da lì il nostro sguardo spazia sulle colline moreniche della sponda sud del Lago di Garda e, verso est, fino al Monte Pastello, oltre la valle dell'Adige.